piove sul friuli quindi è come se piovesse su l'anima tutta. indispettiti come i bimbi: portati a fare le cose che non si aveva desiderio di fare. non potremo imbarcare aria nei polmoni, sotto tutta questa acqua. nessuno sarà lasciato respirante. sotto questa marea di acque ricadenti dal cielo non sopravviverà testimonianza di noi - non approderemo a nuovi porti del periplo - tutto sarà cancellato dai moti di precipitazione e/o marea - il sedimento è una bellissima forma di memoria - il sedimento è per noi i l letto ed il guanciale, indifesi e ammutoliti innanzi questo diluvio - non siamo scossi dalla disperazione: non intedevamo -veramente- durare più di questo- siamo semplicemente basiti_ non riusciamo a comprendere a quale stato dell'esistenza appartengano queste acque improvenute, mai illiquidite, bombardate da cieli avversi. non possiamo capire a quale livello del reale si situino i fenomeni determinanti questo aspetto del mondo. ogni apparenza dell'universo, dicono, esiste solo in virtù dell'esistenza di un osservatore. ma l'acqua ci ha già coperti e accecati gli occhi
DATECI LA PRIMAVERA

conviene tuffarsi sino a dopodomani ma conviene tuffarsi oltre - (la resa dei conti della poesia pornografica: sono attorno a rota dell'esposta: e dei momenti si ritorce anche contro di me essere così esplicito)
seriamente, oh...

ci sono o non ci sono persone che risolvono i problemi? ed allora non si può avere un tecnico della cacca più perito dei miei genitori ?
rimanere sommersi è quel genere di cose che accade come mi è accaduto mentre andavo ad acquistare i quotidiani, oggi. con la rivisteria femminile, a cui si aggiungono gli inserti culturali, e con magari un cataloghetto di offerte pacchetti viaggio, il sabato è giornata campale per l'offensiva in edicola. se poi sta piovendo, sopra a tutto un esteso friuli, aperto sbragato sotto al cielo. fatto d'acqua un friuli
l'acqua, la carta, la carta dei giornali.
sai, diopoi, mi sta esorbitando la capoccia per un disco nuovo che ascolto a rotazione: 10,000 days, anche se il titolo ancora non mi comprende, ma esattamente il 65,37% delle musiche ivi contenute mi confanno - fa il paio con la rotazione pesante di suspicious activity?
la festa dei liberati (quando il mondo soggioga)
una festa estesa a chi agogna liberazione (e la natura fottuta matrigna olia i suoi meccanismi con sangue di schiavo e e propina nero nero nero ma nero insondabile a chi s'arrampica sulla china)


preferire. saper scegliere. un dislivello dato, un distanza scoperta. questo senso di essere sempre per la prima volta
in un accesso inquisitivo, nella concitazione investigativa tipica dei belli spiriti italiani -quelli che dormono sempre sino a che è troppo tardi- uno potrebbe anche giungere a domandarsi dove siano vaporate quelle furie che quasi anche disfacevano quel piccolo paese dolente italia. in una nazione vacua di midollo, siamo cresciuti distruggitori aspiranti, volevamo estrinsecarci rivoluzionari professionisti , noi, divenire i mestieranti della dinamitarda livellatrice ed egualitaria, della molotov quale redenzione redistributrice. così, senza tanto starci a pensare, nella malvessazione di credere e nella malvessazione di confidare ogni elemento in fluttuazione -ritenere ogni stato reale delle cose, vassallo e come partorito dalla nostra ontologia già serva, come se rivelato solo attraverso la nostra albedo di sovversiva ideazione- e siamo allora emersi in veste di titani ma eravamo ed apparivamo nani, ci siamo provati emersi in veste di titani ma eravamo nani

è anche perché uno spiritello a noi ci rianima
il reiterare i nostri tentativi

lo sfondamento del tetto dei nove chili è oramai a portata di pappa- ciucciata più ciucciata meno la creatura gorgoglia a stomaco satollo verso gli intendimenti più arditi ed eleveti. la gastrologia eleva la creatura alle gerarchie angeliche.

k k k - sostenere - magari insistere
// la backbone di questo network è lei