c'è una certa economicità nel nostro scialo

la esposizione brutalmente bella della polverosità della vita, la maramaglia.
degli avvicendati, di alcuni frugatasche senza costrutto, alcuni, se non tutti, hanno speso un molto tempo al labbro, sul ciglio della fase, ma proprio dove il cartello avverte perentorio: vietato spendere tempo al ciglio, sul labbro della fase.

la penuria di ganci carnosi e melodici è stata resa irrilevante, in quest'occasione, dalla succosità d'anima. un sudore aurale lubrifica gli ingranaggi strumentali dei vizietti, i quali, con la loro consueta noscialanza, hanno traversato indenni ed anzi trionfanti gli angoli taglienti e le botole occulte del loro catalogo.
stasera come se avessero grattuggiato l'anima dell'iodiota tatuato sul ciambellone della vita. digitare con queste ottusa, sovradimensionate dita, tasti gnomi di comandi ad apparecchiature informatiche formattate per non comprendere ciò che è cogente. non ho sensazione riguardo la finta immediatezza di questo media blogghe. rendermi reperibile ora e gratuitamente, neanche questo può garantirmi come letto. guardarsi di sguincio nelle vetrine, con la luce giusta, mentre si passeggia in centro, magari indossando gli occhiali da sole con il taglio particolare... neanche vedere i filmi in televisione ha più il sapore di un tempo. non: aimé dove finiremo, bensì: dove sono finito IO?
insomma ieri, sabato, fabio ha cessato di vivere. lo vengo a sapere in ritardo e questo non ha alcuna influenza possibile su gesti i quali fabio avrebbe potuto compiere. le cose finite riposte sul medesimo ripiano delle cose ancora da fare e quelle che non si faranno mai. ci si deposita sopra tanta polvere da ricostituire plotoni di altri esseri umani. difficile immaginare il passaggio dal tutto al nulla. anche una infinitesima porzione di tutto questo che ci è -che so, anche solo una distanza di planck, per dire- sembra sempre troppo ingente, pesante, come si dice oggi: importante; per poter trasire nell'inesistenza, cioè in nullità di massa, di tempo, di qualsivoglia dimensione. a fabio voremmo rimettere molto, quali debitori e siamo certi che lui avrebbe voluto rimetterci il nostro. c'è stato, ancora una volta, troppo poco tempo per l'amore e, con fabio, l'amore poteve essere coflittuale e pien d'attrito all'insopportabile
ci sono esplosioni nel cervello alle quali non corrisponde alcun deflagrare dal vero. ci sono i momenti certo in cui si sbotta, tuttedentratto, in ogni dove - si viene esplosi, investiti d'esplosioni e, naturalme.te si deflagra, conflagra, implode, fonde, fissa-
girate intorno le braccia, a mo' d'antenna. cantate da dentro il vostro petto profondo. ecco, fermi un momento solo.