caspita questa volta ho superato me stesso (anche se questo primato poi non possa proprio essere vantato quale particolare titolo di merito)! sono in grado di fornirVi, con circa tre ore di anticipo sulla concorrenza (dei Grandi Architetti dell'Universo, delle Somme Fattrici, dei Primi Immobili etc etc)
l'ANNO NUOVO
et voila:
proprio proprio ad immagine e somiglianza del vostro futuro, quello che si dice un physique du role
aò, ecchecazzo, fàtevelo dura'
il documento non mente, esso è esatto e senza errore. esso non può costituzionalmente ammettere deroga, non tollera l'eccezione, è esente dall'emendamento. la testimonianza è univoca, essa è concepita nella rettitudine del comportamento individuale, è gestita dall'esemplarità della condotta civile, è partorita dalla convenienza del bene collettivo. la prova dei fatti, essa rassicura la biologia dei mondi. la nettezza dell'evidenza, essa felicita i meccanismi universali. tu credi di startene bellintelliggente a baltimora per il fine d'anno con compagni di lavoro, ma ti faccio un dna del cervello bacato seccellài che ti cavo il tuo recondito pensiero criminale che sei invece a forlimpopoli con compagni di merende a delinquere. fottuto bischero se pensi di superare la misura che hai creata. rottinculo tanghero se squami e sbavi e mi lasci ovunque tracce inevitabili, inequivocabili: se stampigli l'irremeabile tua miseria con impronte grasse su ogni superfice lucida per la gioia dei quei plasticatissimi e performanti con la loro epoca attori americani della scientifica polizia. mentre imputridisci del tuo meglio, io sòno lo grammophono: se udisco certune melodie mi si molce in petto il còr.

all'archivio va tutto il tutto / ma dall'archivio viene a noi solo il vero
e tutto viene da se
stanno cercando di proiettarsi verso il basso, dopo una inattesa quanto brusca accelerata verso l'alto. l'aperta vertigine li aveva avvertiti delle fosche inebriate delle ascese, quell'affanno di sangui al capo sporge al salto, ma sfianca. la caduta profonda adesso un poco li sgomenta. salendo verso il divaricato di volte ci sentiamo non ancora infallibili e sicurissimi, come già plusora di tutto, fortiora d'ogneccosa, bensì come inviolabili: così come rimane sicuro un bene quale non possa essere mai raggiunto, mai portato alla corruzione dalla correzione che gli impone il tatto dell'umano. a salire ci si riempe: è la discesa che svuota, che priva e vaca. ma, come già sapevano gli antichi, scendere viene proprio bene appena dopo salito.

tornare ad ogni natale, come non essendosi assentati mai, in fondo. d'altronde son già babbo, provato e barrato, per essere anche -anche solo un poco- natale basta un occhio al calendario. mangiare panforte oggi ha più sapore, in onta d'ogni vanto della pasticceria senese, del resto dell'anno. sarà forse perché il sapore di frutta secca sposa bene all'afrore di ramellespezzate di vischio. potrebbe apparire turpe, immorale, indicibile perché sommamente immusicale ad ascoltarsi, se esprimessimo il desiderio che giungesse l'avvento del bene dell'umanità intera, con solo qualche piccolo -insignificante dettaglio- vantaggio per le nostre misere ed indegne personcine? possiamo fare qualcosa per rivolgere il mondio sossopra o possiamo invece senza destare scandalo alcuno restarcene dinanzi al televisore e non fare nulla? avendo uno spartito, non possediamo la tecnica, ma.. la suoniamo quella musica?
o tu sei cacciatore o tu sei preda
e noi lasciamo che essi ci mangino
volendo - da qualcosa - cominciare -
quando rimane l'apparecchio in tavola
e facciamo apposta a stridere i denti-
la luce della lampada c'ingialla:
tu capisci- non ci rende giustizia