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«dice, aò, mo' pe' imità l'americani l'itagliani stanno pe' esse' 'nvestiti dall'onda de crisi d'i mutui-vacanze »
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« io, dal canto mio, prima di sguinzagliare i soldati per le strade, incatenerei i cittadini nelle caserme... »
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guardi, oggi come oggi tutta la pietà che posso permettermi di provare per il mondo intero è un otto per mille...
in una sala disadorna, un tavolo, due sedie.
quasi tenebra totale, solo un lumino sul tavolo.
davanti a due bicchieri di grappa continuamente riempiti,
due disperati
(legenda * =gorgoglio ortoepico indifferenziato)
pape.satan: « vedo che hai messo il link al vehement, il movimento dell'estinzione umana volontaria... »
malabranca: « hic... hic... ??? »
pape.satan: « no, dico... vedo che hai messo il link al vehement, il movimento dell'estinzione umana volontaria... »
malabranca: « ah, eh... dove? »
pape.satan: « sul tuo blog, sorry, sur tuo blogghe, ciai messo 'r linche ar movimento d'estinzione umana volontaria... »
malabranca: « hic... bé, sì... un as*cio... atto dovuto... »
pape.satan: « un atto dovuto ? »
malabranca: « hic... aò: guarsss*dami !!! »
(lo guarda)
pape.satan: « sì, hai ragione, sono d'accordo con te, però t'estingui male tu, con due pischelli c'hai messo al mondo freschi freschi... come lo concili con la tua partecipazione a siffatto movimento? »
malabranca: « azz... -hic- siffato dici? »
pape.satan: « bè non mi sembra molto logica la cosa... »
malabranca: « -buuurp- e infatti i fiji n'ho fatti mica c'a loggica !!! »
pape.satan: « sai cosa intendo, senza troppo facile retorica... »
malabranca: « hic... e... è che... sai com'è... a presc*re... a presc*ndere... »
pape.satan: « no mala, a prescindere lascialo al de curtis... »
malabranca: « ho solo pe*ssi-dequamente... pequisseda... pe-di-sse-qua-men-te applicato l'afor*sma pavesano della cit*zione che pref*isco !!! »
pape.satan: « pavesano ? »
malabranca: « cazzo ma no nt'embriaghi mai p*sss* tu sempre lì a cincicciacciare tuttipeluzze e minuzze e cazze... pav*se ces*re il poete eccheccaz !!! »
pape.satan: « ah certo cesare pavese, l'abbiamo pur studiato insieme... e quale suo aforisma applichi con tanta acribia ? »
malabranca: « affogann*enet'a soreta... »
pape.satan: « se borbotti così non capisco nulla... »
malabranca: « cioè l'ho sggg*trova -hic- trova' inla spiegazione della parola in un diz-z-zionario... »
pape.satan: « ... »
malabranca (col capo riverso sul tavolo) : « zzz... zzz... »
(lo strattona)
malabranca (come scosso dal sonno profondo urla melodrammatico):
« * * * chi vuole sborrare in figa paghi !!! »
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cosa possiamo fare in concreto, 'sti cazzoni de blogghisti del terzo millennio, per celebrare degnamente la festa dei lavoratori, intendo in maniera blogga, assoutamente digitale, incorporea e soprattutto in perfetto stile berlusconi IV°?
2001.
le zaffate di fetore di zampi
rone ti nauseano e quindi esci
ti concedi un passeggio a passi ampi
in una serata agostana a roma
stutasse ogni lume tra qui e plutone
t’orienteresti comunque, te roma
ti scricchia nei timpani e benavvìa
(non spauri)-
le cariatidi che in una roma
neppure troppo discosta potrebbero
svenarti ristanno alle trabeazioni-
le trattiene a parete anche il ringhio
di sascia, che umanamente ti scorta
canino -il tuo mastino ha zanne
pronte a smembrare per la tua difesa.
da zoccolette svolti in pettinari,
il tuo passaggio sembra disturbare
un crocchio con due romani scheletrici
(in due solo una dozzina di denti,
sozzi e laceri, pigli vacuolabili),
che d’una compera il prezzo contestano:
« manco me stessi a dà’ ‘a bianca! aò!
più de ‘na piotta ar grammo ‘sto zozzume
sta sicuro che ‘n’t’’o pagamo miga… »,
uno dei nordafricani gli replica:
« sì, no, si tu la voi, tu mi la paga
ch’io ti dico, sinnò tu non la voi! »
e poi tutti con torvità ti squadrano,
ma sontuosamente tu a sascia reciti:
non ragioniam di lor ma guarda e passa...