minchiaaa non so se riesco a scrivere comprensibbilmwente ho lasciato agata_verena dai nonni e sono corso da poppy a belvedree per due euri messi davvereo malemalemale mha riempityo di mastellina e lamberdina e ho sto STRAFATTISIMO e talmente STRAFATTO di queste droghe senator che LA VIta MI SEMbra MERAVIGLIOSAmeraviglissima Ed il mondo mi sembr aun POSTO FANMTASTICISSIMO il più bel postissimo del mondo monmdo: sto talmente bbene che vorrei prensdere silvioberlusdconi nella mia bnocca voreri farlo godreer
canterannmo di me i baustelle adesso, cazzx
arola????
però non lo diceva lo inscriveva o lo aveva fatto inscrivere in un cartello che apparisce una volta in un suo filme alla fine al posto della parola fine: essere vivi o morti è la stessa cosa -e chi siamo noi per dare una conferma o per disdire queste sono perle di saggezza gettate ai porci della ignoranza col rispetto dell'animale di cui si dice non si butti nulla ma noi non apparteniamo alla civiltà contadina lo diciamo perché è una frase cristallizzata nel lessico dell'italiano medio che ne sappiamo noi non ne sappiamo più che se fossimo morti però se fossimo morti adesso non staremmo bloggando adesso non spereremmo d'essere lincati da un numero incredibili di blogghisti o che qualcuno anzi che migliaia di qualcuni ci commentasse e ci consentisse così di salire nel gradimento di questa spliderlandia in blogosfera che ci assegnassero un premio che aprissero un blogghe per encomiare il nostro blogghe uaù se tutti pensassero è meglio essere vivi e bloggare all'orda maniera che essere morti e nelle bare zincate d'oggi manco emanare fosforo ai vegetabili della terra come un arbremagic dell'erebo perché essere vivi non è solo guardare la scritta il fumo uccide stampata sui pacchetti di sigarette in mano ai fumatori di sigarette o sperare favori sessuali in misura superiore di quanti potremmo corrispondere essere vivi è una tessitura di relazioni e quindi dimostratecela questa tessitura di relazioni lincateci e moltiplicateci nel virtuale come fossero uncini e fiocine nella carne noi vi ar.doreremo in questo blogghe e nel prossimo perché come diceva dannunzio noi siamo quello che abbiamo dato e noi cosa abbiamo dato abbiamo dato tutto ciò che era necessario per essere vivi e non essere morti cioè abbiamo donato ispirazione e cardiaco digerimento e pensagione e non ci siamo risparmiati quando conveniva sanguinare e non abbiamo arretrato quando si doveva gonfiare il petto retoricamente e tutto questo non nella speranza di essere definiti vivi e non morti ma perché non essendo morti potevamo solo essere vivi ed essere vivi significava fare questo fare quello anche adesso stiamo facendo qualcosa non per il piacere o per il dovere ma per una coazione a ripetere perché non potremmo non farlo e come diceva heidegger è insensato cercare di esprimere proposizioni riguardo il non essere come dare misure di una mancanza di dimensione e volume sarebbe come assegnare cifre ad uno zero immaginato come esprimere da vivi la dfferenza tra essere vivi ed essere morti allora se sulla morte non possiamo emettere significato o significanza non essendo la morte medesima un significante non contiene niente la morte però non capiamo come possiamo dire che non è possibile non ha convenienza alcuna esprimersi al riguardo di una mancanza una non-stanza come possiamo esprimere che non è esprimibile allora la differenza ed allora la differenza è tutta quì che di essere vivi possiamo dare una definizione di essere morti non possiamo dare una definizione che da vivi possiamo esprimere l'inesprimibile ma da morti non potremo esprime ciò che invece è espresso palese nel mondo
altarini come rampe di lancio preparati o aldilà perché stiamo per essere sparati su (o giu, fa lo stesso) in un tempo brevissimo solo qualche altra illusione ancora e poi
l'italia possiede democrazia compiuta, matura, altro che invidiare sistemi stranieri come gli 'stronomi invidiano sistemi solari vicino alpha centauri
e i buchi neri colla polpa superenergetica nel midollo- pure noi siamo pronti ad un che ci governi con il sesso femminile, ad un che ci governi con la pelle nera - basta guardarli per saperli tra noi - basta chiamarli con il loro nome
...quindi questa blogosfera, ‘sto bailamme d’incatastate istruzioni digitali, non vere alla vita fisiologica, quella del maalox ingeriti e degli operai che prendono fuoco, ma a questi sensi attenti alle apparenze alfine notabili, se imperterritamente postate con sottofondo trasparente o la ricorsiva onda frastagliata d'un frattale multicolore, ai commenti, alle foto belle depredate con la ricerca google immagini, o con flickr gli smaliziati, questa inesistente sfaccettatura di manifestazioni ed intenti, volontà e progetti, spesso miseramente falliti. dietro ogni nome, meglio se anglofono, od almeno con un kappa nel nome, tichetta sulla tastiera inesasuto ma sforzatissimo un insettino, un piccolo parassita, un esserucolo dalla improbabile composizione alchemica che uploda la sua disperata voce speranzoso all’amplificazione delle rete, alla moltiplicazione delle relazioni resa possibile dalle comunità dei grandi portali, moltiplicazione che sembra ingigantire il fiato, inspessire i sensi, avvalorare le tesi, rendere alfine cogente ed importante il vano, il superfluo, il transeunte per definizione. moltiplicazione che assomma ad una superfetazione tumorale, ad una incontrollata e minacciante metastasi dei processi comunicativi,

degli intrecci relazionali, della sensazione di sé quale essere senziente e carnale. l’etereità e l’immediatezza del postare e collegare, del ciattare e del bannare, ci droga e ci allontana nel momento in cui ci ha portati quasi a sfiorarci. quando, per la prima volta siamo stati così vicini, il blogghe ha invece così formidabilmente potenziato e suggestionato il nostro solito egocentrismo, che nel media digitale siamo riusciti a trasferire tutta la nostra meschinità egotica, la ristrettezza dei nostri cerchi vitali, la chiusura delle nostre traiettorie verso l’esterno. del tipo non sei d'accordo e mi commenti che invece i blogghe ci hanno reso comunità, ci hanno fatto persino popolo, mi contraddici, mi dai dell'onanista verbale? bé, da vero post moderno e digitale, quindi proprio come un'antico (se non come un preistorico) io m'offendo e piagnucolo (e per vendicarmi dell'insulto rendo il mio blog privato)