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Utente: malabranka
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agata_verenaettore_saturno
percepisce le presenze
martedì, 29 aprile 2008

vendonsi

vendonsi biglietto da fila n° 6.428 per fila per vedere la santa salma disanto padrepio domenica 25 maggio perché è pure compleanno del santo padrepio. posto bellissimo e comodissimo ce pure il muretto quasi accanto anche se non ti ci puoi sedere però e ci picchia poco il sole (solo da che ce lalba a che ce lo tramonto) e ilche vuole dire che ci entri alla salma di santo padrepio alle ore sei di notte.  io non ci posso andare perché ci ho lintervento alla prostatata ma se ci vuole andare qualcheduno me lo fa sapere e se mi paga quanto

salme sante


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venerdì, 04 aprile 2008

saturno e le donne


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martedì, 01 aprile 2008

al nostro piccolo ettore saturno

il mio piccolo ettore saturno, a ventiquattro  ore d’età, predilige le esse. quando arriva al nome suo ne conta tredici più di quante ne contenga in realtà. insistere sarebbe inutile. allora gli passo, quando la mamma non vede, una t ed una n, così c'appoggia qualcosa, manco tanto, e la mamma è contenta d'una nuova pronuncia e gli offre la tetta della quale appare sempre ingordo. è implacido ai gorgoglii, 'sto bambino. ne canta già almeno quanti, appena avvista capezzolo, ed anzi sobbollisce di gaudio se solo gli avvicini il dorso di una mano. e, detto da me, pare che renda l'idea. poi dopo gli imparo la cromodinamica quantistica. presto sarà nella sua casa, probabilmente un gagliardetto azzurro lo benverrà al cancello, e lui forse potrà balbettare gaudioso una nuova consonante. non venitemi a dire che sono solo suoni di una bestiola che uggiola e non ne è cosciente. siamo tutti bestiacce che latrano irresponsabilmente, splenda la luna o batta tormenta.

a me si preparano montagne di cacchette e smerdaiole da nettare e culetto da ungere, ma non è questo, che da sempre, ci ha riservato per sorte il futuro?


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domenica, 30 marzo 2008

altra carne per nutrire la vita

sovrano

 alle ore 13:19

al peso di chilogrammi 4,130

e all'altezza di centimetri 51

nasce ettore saturno

sovrano

figlio di daz e di malabranca 

 

 


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martedì, 04 marzo 2008

e non lucean più le stelle

un posto del 4 marzo scritto l'8 marzo per celebrare una morte del 3 marzo -il quale decesso, sia detto cinicamente, non porta punti al fantamorto-
l'inadeguatezza è la forma di puntualità di questo blogghe: insomma, ieri è morto il corpo di giuseppe di stefano, e diciamo il corpo perché lo spirito suo l'aveva già abbandonato, per
questo e quello, che invece non stiamo a dire-
quella di peppe è stato una delle voci che hanno fatto noi quello che oggi noi siamo: bene o mala(branca). una voce antica per il dopoguerra del mondo, forse, una voce che ha mentito od ignorati gli sviluppi della musica leggera o pesante o colta o popolare, forse, ma che certo ha nella fugacità di certi legati, nel velluto di certe sue abbrunature, soddisfatti le inquietanti avidità che solo le melodie ci placano, quella sete di voce che abbiamo nel connesso orecchio-cuore stanco di chiacchiere, quell'ansia di uno struggicuore vero/falso che fuggiamo in concreto nella realtà ed inseguiamo per astratti nell'arte


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giovedì, 07 febbraio 2008

sette e trenta del mattino

adulto (maschio):<<amore...psss, amore mio... amore, il tuo lattuccio...>>

agata_verena:<<noooo, ninnaaaaa...>>

adulto (maschio):<<ma amore,sarebbe ora di svegliarsi, se tu ti degnassi, se tu solo volessi, sai com'è la vita bastarda sul porco lo mondo, dovrei accompagnarti a scuola, se tu solo volessi alzarti... >>

agata_verena:<<aaaaa, giusce...via giusce...>>

adulto (maschio):<<sì amore mio, hai visto quanta giusce oggi, è un giornata luminosissima, la terra è imbevutà di radiosità e l'aria quasi scotta, è una giornata di febbraio meravigliosa, e tu ora, amore mio, se volessi essere così terrestre ma insieme principesca di nutrirti con il tuo lattuccio...>>sette.e.trenta.del.mattino

agata_verena:<<mhmhmh... giò-gio?>>

adulto (maschio):<<amore mio, giò-gio il sorcio, la fetida pantegana tua inseparabile compagna di giochi, l'immondo animale fognesco che ti trascini per le luride strade della schifosissima vita, è
proprio accanto alla tua regal persona, alla tua principesca sinistra...>>

agata_verena:<<grrrr, arrrr culo, culo, culoooooooo ! ! !>>

adulto (maschio):<<sì amore mio, questo è lo spirito giusto per affrontare il giorno di oggi e tutti i domani, questo è il piglio con cui conquisteremo oggi il mondo e perfino porco lo mondo, se tu solo mi permetterai di servirti umilissimamente...>>

agata_verena:<<culo!!! culo-cacca??? vanculo culo cacca!!!>>


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venerdì, 01 febbraio 2008

il corpo questo corpo inafferabile

il corpo questo corpo inafferabile fermo alle nostre pelli. il corpo è questa nebbia troppo solida contro cui cozzano gli angoli e tutto il mondo si disfa. il corpo ha la sua religione e la recita avverso allo spirito. il corpo non ha intenzione per la giustizia e per la voce. il corpo subisce ed anzi è incarnato dal fieri, dal procaccio e dal soddisfacimento della necessità, dal realizzo del più grande vantaggio realizzabile. ed al contempo quanti attributi femminili possiamo associare ad esso corpo, questa vittima del cuore, questo usurpante i fegati, questa raspata musica ai polmoni. muovo il corpo alla ricerca e i sensi sembrano potermi orientare nei meandri, i passaggi ipogei non mi disorientano, quando mi sento corpo. quando sono perfuso nel corpo,  quando questa schifosa dottrina psiconazista del benestare a prescindere riesce ad essere tanto corporale da farsi verbo, da dirsi a sé medesima, mi sento mai nato e ho sensazione che mai morirò, non ho limiti orizzontali e la verticalità è espressione ostensiva di questa beatitudine. quando questo corpo si eccita e s'inturgida a perpetrare sé stesso, ad infinirsi, immillarsi in altri mille corpi così dissimili e tutti uguali, non è più voce ma solo canto, non è più sguardo ma belvedere. smembrato sarebbe il mio corpo adesso un tappeto di preghiera di carne, dissanguato disseterebbe e poi ancora ed ancora, rinverrebbe altre milioni di formule retoriche per sorgere ed insorgere al di sopra dello spirito, al di sopra del tempo che lo opprime, questo giusto schiavo s'inanimala in un iniquo padrone. e la bellezza, nascosti come sono per costituzione del mondo naturale gli animi ai giudizi, è tutta delle forme, è già tutta trovata e godibile nelle carnidue.donne

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mercoledì, 23 gennaio 2008

p e r c h è i o v a l g o

EBBENE SI!: MI VOGLIO FARE UNA CHIRURGIA PLASTICA ! ! !


anche io voglio accedere a questa gioventù siliconica a suon di punti di sutura, di cascamenti di palpebre, di allampadamenti e betacarotenizzazioni forzate. anche io sogno questa mostruosità indotta che mi faccia sentire più bello. in realtà vi dico che non voglio sottopormi ad un intervento che mi renda come potrei essere se avessi tot anni di meno: voglio un intervento che manifesti evidentemente la sua avvenuta esecuzione: non mi interessa una pelle lisciata dove era ruga od un sorriso-cocaina dove c'era una piega depressa: desidero invece ardentemente interpretare una deformazione fotoscioppiana che testimoni il mio status quo di liftato, come berlusconi, come la marcuzzi, come maria jose reggina d'italia! se non posso avere ciò che non può essere dato, anni di gioventù, vigoria sessuale, animo adolescenziale, mi venga almeno vidimato l'accesso a questa tribù di filtrati, pasticciati e posticciati, con sguardo allucinato e sorriso 24ore. datemi un tupé, una passarella, confesserò una sessualità che non m'appartiene se mi inquadrate con la  telecamera... dammi la uno, dammi la tre...


PRIMA e DOPO L'INTERVENTINO:lobotomalabranca




P  E  R  C  H  E'  I  O  V  A  L  G  O


percepisce le presenze
giovedì, 17 gennaio 2008

dandomi da fare alla poesia come insegna Dante nel de vulgari (6; VI; 6), [ovvero ritagliando una recensione di manowar o cannibal corpse dal blogghe di qualche metallaro, inficcandola in babelfish e traducendo italiano/inglese-inglese/coreano-coreano/inglese-inglese/cinese tradizionale-cinese tradizionale/inglese-inglese/tedesco-tedesco/francese-francese/italiano] questa sero ho ottenuto il seguente componimento:

la riflessione finita dell'ultima
lucenza vivida che fuoriesce
nello specchio (si dice forse: dallo
specchio?) non è opposizione allo scuro

le mani sul marmo freddo con l'alito
raccolto da un'altra bocca in un bacio,
sperde in cupi un colpo d'anca lo sforzo e
dandosi sempre ragione l'un l'altra
aggroppati a somiglianza divoglia.d.amore bestie
con ispido core e sanguida zanna

qui conduce in maniera inesorabile
al trasalimento del riconoscere
le storie non al loro principiare
ma al fotogramma che imprime the end


percepisce le presenze
domenica, 23 dicembre 2007

lasciamo che ci mangino

comesonosarai o tu sei cacciatore o tu sei preda
e noi lasciamo che essi ci mangino
volendo - da qualcosa - cominciare -
quando rimane l'apparecchio in tavola
e facciamo apposta a stridere i denti-

la luce della lampada c'ingialla:
tu capisci- non ci rende giustizia


meglio a fondo