vendonsi biglietto da fila n° 6.428 per fila per vedere la santa salma disanto padrepio domenica 25 maggio perché è pure compleanno del santo padrepio. posto bellissimo e comodissimo ce pure il muretto quasi accanto anche se non ti ci puoi sedere però e ci picchia poco il sole (solo da che ce lalba a che ce lo tramonto) e ilche vuole dire che ci entri alla salma di santo padrepio alle ore sei di notte. io non ci posso andare perché ci ho lintervento alla prostatata ma se ci vuole andare qualcheduno me lo fa sapere e se mi paga quanto
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il mio piccolo ettore saturno, a ventiquattro ore d’età, predilige le esse. quando arriva al nome suo ne conta tredici più di quante ne contenga in realtà. insistere sarebbe inutile. allora gli passo, quando la mamma non vede, una t ed una n, così c'appoggia qualcosa, manco tanto, e la mamma è contenta d'una nuova pronuncia e gli offre la tetta della quale appare sempre ingordo. è implacido ai gorgoglii, 'sto bambino. ne canta già almeno quanti, appena avvista capezzolo, ed anzi sobbollisce di gaudio se solo gli avvicini il dorso di una mano. e, detto da me, pare che renda l'idea. poi dopo gli imparo la cromodinamica quantistica. presto sarà nella sua casa, probabilmente un gagliardetto azzurro lo benverrà al cancello, e lui forse potrà balbettare gaudioso una nuova consonante. non venitemi a dire che sono solo suoni di una bestiola che uggiola e non ne è cosciente. siamo tutti bestiacce che latrano irresponsabilmente, splenda la luna o batta tormenta.
a me si preparano montagne di cacchette e smerdaiole da nettare e culetto da ungere, ma non è questo, che da sempre, ci ha riservato per sorte il futuro?
alle ore 13:19
al peso di chilogrammi 4,130
e all'altezza di centimetri 51
nasce ettore saturno
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figlio di daz e di malabranca
un posto del 4 marzo scritto l'8 marzo per celebrare una morte del 3 marzo -il quale decesso, sia detto cinicamente, non porta punti al fantamorto-
l'inadeguatezza è la forma di puntualità di questo blogghe: insomma, ieri è morto il corpo di giuseppe di stefano, e diciamo il corpo perché lo spirito suo l'aveva già abbandonato, per questo e quello, che invece non stiamo a dire-
quella di peppe è stato una delle voci che hanno fatto noi quello che oggi noi siamo: bene o mala(branca). una voce antica per il dopoguerra del mondo, forse, una voce che ha mentito od ignorati gli sviluppi della musica leggera o pesante o colta o popolare, forse, ma che certo ha nella fugacità di certi legati, nel velluto di certe sue abbrunature, soddisfatti le inquietanti avidità che solo le melodie ci placano, quella sete di voce che abbiamo nel connesso orecchio-cuore stanco di chiacchiere, quell'ansia di uno struggicuore vero/falso che fuggiamo in concreto nella realtà ed inseguiamo per astratti nell'arte
adulto (maschio):<<amore...psss, amore mio... amore, il tuo lattuccio...>>
agata_verena:<<noooo, ninnaaaaa...>>
adulto (maschio):<<ma amore,sarebbe ora di svegliarsi, se tu ti degnassi, se tu solo volessi, sai com'è la vita bastarda sul porco lo mondo, dovrei accompagnarti a scuola, se tu solo volessi alzarti... >>
agata_verena:<<aaaaa, giusce...via giusce...>>
adulto (maschio):<<sì amore mio, hai visto quanta giusce oggi, è un giornata luminosissima, la terra è imbevutà di radiosità e l'aria quasi scotta, è una giornata di febbraio meravigliosa, e tu ora, amore mio, se volessi essere così terrestre ma insieme principesca di nutrirti con il tuo lattuccio...>>
agata_verena:<<mhmhmh... giò-gio?>>
adulto (maschio):<<amore mio, giò-gio il sorcio, la fetida pantegana tua inseparabile compagna di giochi, l'immondo animale fognesco che ti trascini per le luride strade della schifosissima vita, è proprio accanto alla tua regal persona, alla tua principesca sinistra...>>
agata_verena:<<grrrr, arrrr culo, culo, culoooooooo ! ! !>>
adulto (maschio):<<sì amore mio, questo è lo spirito giusto per affrontare il giorno di oggi e tutti i domani, questo è il piglio con cui conquisteremo oggi il mondo e perfino porco lo mondo, se tu solo mi permetterai di servirti umilissimamente...>>
agata_verena:<<culo!!! culo-cacca??? vanculo culo cacca!!!>>
EBBENE SI!: MI VOGLIO FARE UNA CHIRURGIA PLASTICA ! ! !
anche io voglio accedere a questa gioventù siliconica a suon di punti di sutura, di cascamenti di palpebre, di allampadamenti e betacarotenizzazioni forzate. anche io sogno questa mostruosità indotta che mi faccia sentire più bello. in realtà vi dico che non voglio sottopormi ad un intervento che mi renda come potrei essere se avessi tot anni di meno: voglio un intervento che manifesti evidentemente la sua avvenuta esecuzione: non mi interessa una pelle lisciata dove era ruga od un sorriso-cocaina dove c'era una piega depressa: desidero invece ardentemente interpretare una deformazione fotoscioppiana che testimoni il mio status quo di liftato, come berlusconi, come la marcuzzi, come maria jose reggina d'italia! se non posso avere ciò che non può essere dato, anni di gioventù, vigoria sessuale, animo adolescenziale, mi venga almeno vidimato l'accesso a questa tribù di filtrati, pasticciati e posticciati, con sguardo allucinato e sorriso 24ore. datemi un tupé, una passarella, confesserò una sessualità che non m'appartiene se mi inquadrate con la telecamera... dammi la uno, dammi la tre...
PRIMA e DOPO L'INTERVENTINO:
P E R C H E' I O V A L G O
dandomi da fare alla poesia come insegna Dante nel de vulgari (6; VI; 6), [ovvero ritagliando una recensione di manowar o cannibal corpse dal blogghe di qualche metallaro, inficcandola in babelfish e traducendo italiano/inglese-inglese/coreano-coreano/inglese-inglese/cinese tradizionale-cinese tradizionale/inglese-inglese/tedesco-tedesco/francese-francese/italiano] questa sero ho ottenuto il seguente componimento:
la riflessione finita dell'ultima
lucenza vivida che fuoriesce
nello specchio (si dice forse: dallo
specchio?) non è opposizione allo scuro
le mani sul marmo freddo con l'alito
raccolto da un'altra bocca in un bacio,
sperde in cupi un colpo d'anca lo sforzo e
dandosi sempre ragione l'un l'altra
aggroppati a somiglianza di
bestie
con ispido core e sanguida zanna
qui conduce in maniera inesorabile
al trasalimento del riconoscere
le storie non al loro principiare
ma al fotogramma che imprime the end
o tu sei cacciatore o tu sei preda
e noi lasciamo che essi ci mangino
volendo - da qualcosa - cominciare -
quando rimane l'apparecchio in tavola
e facciamo apposta a stridere i denti-
la luce della lampada c'ingialla:
tu capisci- non ci rende giustizia